Una ragazza sola

Ogni essere umano è solo nel mondo. Nonostante sia circondato e attorniato da turbe di altri esseri umani che come lui vivono l’identica condizione. Ma è sufficiente un raggio di sole ad inchiodarlo alla vita che presto trapasserà nella sera della morte. Forse troverete questa riflessione poco adatta alla condizione di dolore che stiamo tutti noi vivendo, ma non si può essere sempre felci e far finta di non essere quello che in realtà siamo e che molto spesso nascondiamo all’interno delle nostre maschere che quotidianamente indossiamo. Siamo soli e ne dobbiamo prendere atto. Soli tra la gente. Soli all’interno di famiglie numerose. Soli tra i fratelli. Ho conosciuto la solitudine del figlio unico e ho provato invidie altalenanti nei confronti di amici e amiche che avevano fratelle e sorelle. Avrei voluto che fossero lì nel momento del bisogno e li avrei trovati noiosi e insopportabili quando mi avessero chiesto di fare altrettanto, distogliendomi così dal mio mondo. Ho conosciuto la donna più importante della mia vita che, da secondogenita, ha vissuto la solitudine della figlia di mezzo. Le attenzioni dei genitori andavano all’ultimo, il cucciolo d’uomo, e alla primogenita. Le avevano fatto capire, indirettamente, che doveva fare da sé mentre gli altri due non lo facevano, che non doveva pretendere mentre gli altri due pretendevano. Era bella. Oggi ancor di più! Ebbi la fortuna di conoscerla sulle “panchine” del Palazzo Cenami dove da “capellone” trascorrevo gran parte delle mie noiosissime giornate estive, con altri sognatori nulla facenti come me, che avevano la pretesa di cambiare il mondo, non riuscendoci, ovviamente, abbiamo finito per lasciarlo peggio di come ce lo avevano consegnato i nostri padri. Da quel giorno di 42 anni fa, non l’ho più lasciata. Solo la morte ci separerà e sarà il dolore più grande che dovrò superare, che dovrò affrontare da solo, perché?

“Ognuno sta solo sul cuor della terra

trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera.”                                                         Salvatore Quasimodo.