Nathalie riflette sulla sua vita. da “la pergamena scomparsa ” di Lucio Gatto Parte 2

Nathalie aveva scelto l’ascesi, ma in sostanza viveva come un pascià, lontana mille miglia dalla vita reale, dalle difficoltà. Nutrita, alloggiata, protetta nel dire le sue preghiere, poteva dedicarsi a ciò che amava di più, i libri, mentre fuori da lì, mentre fuori da lì c’era l’inferno. S’immaginò la sua vita monacale, non sarebbe mai stata capace di rinchiudersi in un  monastero. Confidò le sue incertezze alle superiori e al suo padre spirituale, ma ne ricavò il solito “bla bla” di certi religiosi, che non le attenuarono il tormento dell’anima. Abbandonò definitivamente l’idea di farsi suora. Raggiunse Parigi, si diresse all’arcivescovado. La lista delle organizzazioni umanitarie religiose era lunga. Si fermò sulla prima che stava per inviare missionari nel continente che aveva scelto: l’Africa. Un’associazione di francescani belgi che accettavano laici nelle loro file  le sembrò perfetta, era un gruppo che si inoltrava di più nei territori a rischio. Era il 1993 e si stava per lanciare nella sua prima avventura : il Ruanda, l’anno prima del genocidio. Appena pochi attimi e le immagini di dolore presero a fluire, devastandole la mente. Le vie di Kigali risuonavano di messaggi di odio della radiotelevisione “libera”, organo di Hutu, che chiamava al massacro degli ” scarafaggi”. Riudì quella voce e ancora una volta ripercorse con la mente la strada che conduceva al dispensario, dove una semplice branda l’accoglieva per la notte. Slogan che rimbombavano per le strade, negli edifici, nell’aria umida e afosa di quel lontano pomeriggio. Poi il rumore che non  dimenticherà più, il rumore dei machete sfregati contro il manto stradale insegno di minaccia, in segno di gioia.- Le lame insanguinate che urlano dopo aver colpito. Poi la fuga con i caschi BLU dell’ONU e la scoperta del genocidio. Il carnaio che intasa le strade, i mucchi di cadaveri come dei ponti su cui erano costretti a transitare, i cadaveri con i pantaloni abbassati, con i crani trafitti dalle lance. Nuovamente udì nelle ossa le scosse provocate dai corpi straziati, che sobbalzavano sotto le ruote delle jeep. Rivide villaggi distrutti dove il sangue scorreva a fiumi