Lorenzo e il cappotto di cammello …

Attendeva fiducioso che quel buco nero in corrispondenza del volto iniziasse prima o poi a riempirsi e che avvenisse l’agognata metamorfosi. Trascorsi alcuni istanti, assisté divertito al confluire di pezzi di lineamenti, parti di un puzzle che incastrandosi l’un l’altro iniziavano a dare forma e concretezza a tratti somatici che la sua psiche aveva già prestabilito, già determinato. Una volta avvenuto e completato il transfert, lo specchio riflesse lo sguardo ammiccante e vagamente divertito di Alain Delon, che iniziò a seguirlo con la coda dell’occhio in ogni sua movenza all’interno della stanza. Anche quando sollevò il bavero del cappotto di cammello e assunse pose e movenze facendo attenzione a ciò che ricordava di Andrea Dominici, personaggio del film diretto da Valerio Zurlini, La prima notte di quiete, interpretato da Alain Delon, che lo stava osservando e che manifestò con una smorfia del viso il suo incondizionato assenso. La storia s’incardinava sulla figura di Daniele Dominici, il nuovo supplente di un liceo classico di Rimini, il quale nella sua prima lezione assegna ai ragazzi due tracce a scelta per un tema da svolgere in classe: una di argomento libero, la seconda di argomento letterario. Una sola alunna, Vanina Abati preferisce il secondo tema, destando la curiosità dell’insegnante che inizia a corteggiarla, le regala il libro di Stendhal che porta nel titolo il suo nome e cerca di entrare nella sua vita. Daniele Dominici divenne per Lorenzo, spettatore della pellicola che veniva proiettata nella sala del cinema Pantera, un modello da imitare, e per giorni ne rimase rapito, affascinato da quel personaggio che imperterrito continuava a proporsi e a vivere dentro di lui. Il motivo poteva apparire ad una prima lettura introspettiva semplice e per certi versi pure banale; Daniele Dominici impersonava l’insegnante modello che avrebbe voluto diventare, doveva solo superare ancora una decina di esami, scrivere e discutere la tesi, insomma ancora due anni nella più rosea delle previsioni. Ma sapeva benissimo che c’era tanto altro, ad iniziare dalla sua vita della quale non era per nulla soddisfatto, come fare i conti tutti i santi giorni con la noia, con la strisciante alienazione e con quel senso di inutilità che lo opprimeva facendogli vivere giornate di merda. Si fermò di colpo per un dubbio sorto all’improvviso, che lo costrinse a guardarsi attentamente nello specchio e chiedersi se fosse proprio vero quello che alcune volte era scappato detto a Martina, la sua attuale ragazza, che somigliava vagamente ad Alain Delon. Rimase per alcuni minuti ad osservarsi trovando l’ovale del volto abbastanza somigliante, almeno come lo ricordava, decretò che perfino il taglio degli occhi e il naso somigliassero a quello dell’attore. Soddisfatto da quella risoluzione, prese a ripensare al film e il ricordo gli innescò ancora nuove emozioni. Rivisse il momento del bacio, come fossero state le sue labbra ad assaporare quelle di Vanina nell’interno di quella vecchia Citroen sulla via di ritorno da Monterchi, interrotto bruscamente quando lei vede in lontananza l’auto del fidanzato. L’imbarazzo di Vanina nella scena successiva, quando in casa di Gerardo viene proiettato un film amatoriale dove si vede lei nuda distesa su un letto. Spider, uno degli amici facente parte del gruppo di vitelloni che trascorrevano le loro giornate al bar, il quale dopo essersi messo ad indagare sulla vita passata di Daniele, scopre per puro caso una raccolta di poesie scritte, firmate e dedicate a un giovanile amore di Daniele finito con il suicidio della ragazza. Dopo aver chiesto il perché del titolo, “La prima notte di quiete”, riceve come risposta, che la frase era di Goethe e che la prima notte di quiete avviene dopo la morte, finalmente si dorme senza sogni. La pellicola scivola via in un crescendo di emozioni continue che conduce Lorenzo a ripensare a Vanina, vittima sacrificale della madre sfruttatrice che la induceva a prostituirsi con ricchi clienti che pagavano profumatamente per ottenere i suoi favori, alla la notte d’amore vissuta da Daniele e Vanina in una abitazione nelle vicinanze del mare. E la corsa disperata nella nebbia, l’impatto della vecchia Citroen con un camion che mette fine alla vita di Daniele. Al funerale, assieme ad un gruppo di anziani elegantemente vestiti, c’è solo un personaggio della vicenda filmica, Spider, il quale ha scoperto che Daniele, ultimo discendente di una nobile famiglia, è figlio del noto comandante Dominici, eroe di guerra morto in combattimento a El Alamein. Lorenzo aprì gli occhi si guardò stordito attorno, si tolse il cappotto, affondò le dita nella stoffa traendone una sensazione piacevole e ripensò alle centottantamila lire che gli era costato per immergersi nel personaggio interpretato così magistralmente da Alain Delon, che dall’inizio fino alla fine del film non se lo era mai tolto di dosso. Lo infilò con cura nella sua cruccia e lo appese nel banco. Quando passò davanti allo specchio, vide riflettere un volto che stentò a riconoscere, era il suo che non vedeva da tanto tempo; l’effetto catarchico aveva sortito i suoi benefici effetti, comprese che per vivere, per vincere la noia del rivivere i giorni tutti dannatamente uguali agli altri, avrebbe dovuto indossare una maschera e recitare la parte come meglio poteva sul palcoscenico della sua esistenza.