Libertà mancata

Nel 2020 che si è da poco concluso, ognuno di noi si è sentito meno libero. Anno che sicuramente verrà studiato da chi verrà dopo di noi nei libri di storia. Pertanto mi sono reso conto quanto significhi per me la “Libertà.” A tale proposito mi è venuto in mente il pensiero che San Giovanni Paolo II profetizzò, nella Sollecitudo rei socialis ; queste sono le sue parole: “Gli strumenti scientifici, economici e politici sono sfuggiti di mano all’uomo.” Cosa intendeva dire il Santo Papa polacco? Che l’uomo nel secolo “breve”, il Novecento e, purtroppo fino ad esso, ha investito molto nella scienza e poco, molto poco, nella sapienza. Se poco abbiamo fatto per investire nella sapienza e non Vi starò certo ad annoiare nel portarvi degli esempi, i quali sono sotto i vostri sguardi ovunque li indirizziate, pochissimi cervelli pensanti hanno riflettuto seriamente su cosa significhi privare noi tutti della libertà. Chi pensa di privare l’uomo della sua libertà, a parer mio, vuole privarlo d’essere utile nella società, vuole trasformarlo in un automa, utile solo ad ubbidire, a fare, e non pensare, a togliergli persino la vita interiore. Il desiderio di privare gli esseri umani della libertà per comandarli, come nelle dittature del Novecento, non nasce dalla forza, ma dalla debolezza. Privarci della libertà utilizzando “paure e tensioni emotive”, può tornare utile a chi esercita in maniera arbitraria e incostituzionale il potere; più cercheranno d’incatenare l’uomo, più con maggior forza e determinazione spezzerà le sue catene, perché così si è sempre verificato e sempre si verificherà. L’essere umano ha il dovere e non solo il diritto di esercitare la libertà, perché questa permetterà di contribuire allo sviluppo dell’intera collettività. Essere liberi significa poter realizzare sogni che possono venir trasformati successivamente in progetti e quindi nella possibilità di poter trasformare la realtà.