La guerra …

Ho esaurito le lacrime e mi sono trovato senza parole. Non riuscivo a dare una risposta alle emozioni che turbinavano incessantemente dentro di me, dovute a quelle immagini di distruzione, di disperazione, che mi riportavano agli anni più bui del nostro passato più recente. Superato in qualche modo quel temporaneo blackout, ho iniziato a prendermela con l’età e con il passare degli anni che sempre più numerosi appesantiscono e rendono più gravoso il mio procedere sul tratto finale della mia esistenza. L’essere diventato recentemente nonno fa sì che ogni giorno che passa mi doni nuove e straordinarie emozioni, che mai avrei immaginato di provare prima. Gli incerti passi sempre più spediti di mia nipote, i pianti improvvisi, i sorrisi limpidi luminosi e genuini, hanno avuto la forza di rapirmi e di allontanarmi dalle cose che prima della sua nascita avevano un valore, come lo scrivere sulla Stanza del Pensiero. Ma ora sono qui, la notte è già calata da diverse ore, lei dorme ignara sul seno di mia figlia, mia moglie si è girata sul fianco sinistro. Tutto quello che ho, la mia ricchezza è costudita all’interno delle mura di casa mia, mentre fuori crepitano le armi e si odono i bombardamenti delle guerre che vengono combattute senza esclusioni di colpi. La morte a dorso del suo cavallo alato imperversa seminando dolore nei vari continenti e oltre a lasciare sul terreno la sua scia di sangue innocente, uccide le coscienze di chi come me è solo uno spettatore inerme. Mentre sto scrivendo, ho visto transitare nella mia mente le immagini della guerra, quella che si combatte in Ucraina e quelle precedenti, che hanno preso a mescolarsi: al volto devastato dal Napalm della bambina vietnamita che fugge dalle fiamme, si è sovrapposta l’immagine della adolescente ucraina che imbraccia un fucile mitragliatore mentre succhia un leccalecca. Ho sentito nuovamente il suono dei velivoli della Nato, i quali sollevandosi dagli aeroporti veneti se ne andavano a sganciare i loro ordigni su Belgrado. Queste sono le mie guerre con le relative immagini, poi ci sono altrettanti conflitti sparsi per il mondo dei quali nessuno ne dà conto; conflitti dimenticati, ritenuti di poca importanza per l’industria dell’informazione. Nello Yemen si combatte una guerra da anni, ma pochissimi reportage, filmati giungono a noi, perché? Le guerre dovrebbero essere uguali, ma ovviamente così non è …, vi garantisco che anche nello Yemen si muore! I cadaveri hanno la pelle nera, non bianca come quella dei serbi e degli ucraini o gialla come quella dei vietnamiti, ma è l’epidermide di uomini, donne, bambini. Terminerò questa ritrovata voglia di scrivere con le parole di un filosofo, Platone. “Quella che la maggior parte degli uomini chiamano Pace non è nient’altro che un nome, ma nella realtà delle cose, per forza di natura, c’è sempre una guerra, se pur non dichiarata di tutti gli Stati contro tutti.”