La chiesa di San Cristoforo e le misure della seta …

All’inizio di via Fillungo, dove incomincia il percorso dello shopping dei lucchesi, sorge la chiesa di San Cristoforo, di cui parlano i documenti già all’inizio dell’anno Mille. Nel secolo IX si parla in alcuni documenti di drappi di seta tessuti a mano, a dimostrazione che Lucca conosceva e importava dall’oriente matasse di seta grezza per essere lavorate. Se osserviamo la facciata, possiamo ben vedere che nella parte inferiore spiccano fasce bianche e nere con una porta dell’architrave arricchita di motivi ornamentali. Nel secolo XII la chiesa fu sede dei Consoli delle Cause Lucchesi e, 100 anni dopo, dell’Università dei Mercanti, la quale fece apporre a destra della porta principale due sbarre di ferro, rispettivamente di cm 45 e cm 86, che indicano la lunghezza regolamentare dei “Tempiali” e dei “Pettini” per i telai, cioè degli strumenti per tenere separati i fili dell’ordito (o trama) per stendere la seta sul telaio. Ora alcune carte ci riportano che la prima filanda di seta con concetti moderni sarebbe stata aperta nel 1341 da un tale Bolognino da Borghesano di Lucca. I cronisti dell’epoca parlano addirittura di una macchina che “sbrigava il lavoro di 4000 filatrici”. Non esistendo in quell’epoca accordi internazionali sui brevetti e sui marchi di fabbrica, si puniva con la pena di morte chi rivelava i segreti di fabbricazione. La seteria lucchese ebbe il suo periodo aureo nei secoli XII e XIII quando nella città funzionavano ben 300 telai capaci di tessere 360 mila libbre di drappi all’anno, per un valore di oltre un milione di scudi. Le operazioni di torcitura, incannatura e tintura delle sete erano affidate agli artigiani riuniti in Corporazione. Numerosi i colori usati: il cremisi, lo scarlatto, il purpureo e altri. Le stoffe che si tessevano erano i diaspri, i rasi, i broccatelli, i baldacchini. La nostra città produsse sempre panni di grande pregio e nel Trecento anche il principale centro di produzione del velluto fu a Lucca.