in cosa consiste una setta. Da “la pergamena scomparsa” di Lucio Gatto

Il professore fece una pausa, controllò il foglio che aveva sul tavolo e tornò a parlare.

Cosa intendiamo noi sociologi per setta? Sono dei gruppi ben organizzati che hanno al loro interno caratteristiche comuni. Vediamo queste caratteristiche; una setta si coagula intorno  a un individuo carismatico che promette qualcosa ai suoi adepti, sostiene di avere una qualche capacità speciale.

A volte si tratta della possibilità di accedere ad antichi misteri, altre volte  a una scoperta totalmente nuova di cui lui solo è a conoscenz«Cosaa. Altre ancora è la combinazione di questi due elementi. Il capo offre a quanti lo seguono il privilegio di condividere queste informazioni. Alcuni capi offrono un’utopia. Il Novecento, come sapete, è stato il secolo delle utopie… a voi spetta fare le debite riflessioni se sia stato un bene o un male assoluto la loro fine, ma ovviamente non è questa la sede!

Può offrire, questo ipotetico capo, una via di fuga. Unisciti a me con fiducia  e io ti prenderò per mano, ti condurrò verso la felicità estrema. Prenderò io tutte le decisioni al posto tuo e andrà tutto bene. Poniamoci ora un’altra domanda: questi capi, in che cosa si distinguono da un prete, da un Iman o da un Rabbino?»

Si tolse gli occhiali e pulì ciascuna lente con cura, poi li inforcò di nuovo dopo aver messo accuratamente le stanghette dietro a ciascun padiglione auricolare.

«In una setta è proprio il leader carismatico a divenire oggetto di culto e a volte viene anche divinizzato. Le sette sono totalitarie e autoritarie. Il leader è il capo supremo e delega il suo potere a pochi collaboratori. L’etica del leader diviene l’unica teologia accettabile, l’unico comportamento possibile. La devozione dei seguaci finisce per concentrarsi su di lui e non su un essere supremo, come figlio del Dio ebraico-cristiano. L’etica del gruppo scorre su un doppio binario: i membri vengono sollecitati da un lato  a essere leali fra loro e a volersi bene, dall’altro  a ingannare, a scansare tutti coloro che non appartengono al gruppo.