Gli Ignavi: forte aderenza con la realtà.

Proviamo a seguire Dante e Virgilio e ognuno di Noi con la propria fantasia si accinga ad oltrepassare una porta spalancata che introduce nell’Inferno soffermandoci sulla scritta minacciosa che spaventa di paura Dante e leggiamo quella scritta che sormonta la Porta : “Per me si va ne la città dolente,/ per me si va ne l’etterno dolore,/ per me si va tra la perduta gente. Varcata la porta dell’Inferno, i due viaggiatori e noi con loro, ci troveremmo immersi nel buio più profondo. Ma sotto di Noi improvvisa si apre la grande voragine infernale a forma di imbuto, tagliata da grandi scalini circolari concentrici, digradanti, ciascuno sede eterna secondo un certo tipo di peccatori. In questo antinferno ci imbatteremmo in due schiere ben distinte di dannati. A me interessa dare risalto stamattina agli Ignavi, vorrei ricordare che questo termine moderno non fu usato da Dante, gli Ignavi sono nella sostanza i Vili, che Dante ben conosceva e che, nella Firenze di quel tempo, vivevano nella totale indolenza per mancanza di stimoli interiori al bene o al male. Come abbiamo detto, al ritorno di paura di Dante, il suo Maestro lo esorta a non essere vile proprio lui: “Ogni viltà convien che qui sia morta.” I due Viaggiatori scorgono gli Angeli che alla ribellione di Lucifero rimasero imparziali, non schierandosi né con Dio né con il Ribelle. Dante, pur avendo sofferto al pensiero di penetrare nell’Inferno, e aveva pianto udendo voci lamentose e immaginando quanta straziante compassione egli avrebbe provato, si trova a non avere alcuna pietà, ma a provare solo disprezzo …. Secondo la legge del Contrappasso gli Ignavi in vita furono indolenti, qui corrono; in vita non ebbero stimoli né desideri, qui sono punzecchiati da mosconi e vespe; in vita non ebbero speranze né ambizioni; qui invidiano anche chi sta peggio di loro; in vita non seppero piangere, qui il loro pianto viene raccolto da vermi immondi.

Gli Ignavi (termine moderno non usato dal Poeta) chi potrebbero essere con la sensibilità di oggi questi moderni peccatori? Chi collochereste in questa terra di nessuno, rifiutati sia da Dio che dal Demonio?  Stimolato fino allo spasimo da ” mosconi e dalle vespe”, che nelle maratone quirinalizie televisive per l’elezione del Presidente della Repubblica mi avevano “molestato” parecchio, una volta appreso l’esito, non trovando altro di meglio da scrivere, sono ricorso al Divino Poeta.