Chi sono

Salve, mi chiamo Lucio Gatto.

Sono una voce narrante e come tutte le voci narranti non abbiamo né corpo, né anima e nemmeno autonomia propria. Siamo frutto della creatività degli autori, nate per raccontare le loro storie belle o brutte che siano, a noi non spetta il compito di giudicarle, per quello ci pensano i lettori. Del mio creatore parlerò tra poco, ma state sereni non ne tesserò elogi e nemmeno panegirici, perché non è un granché. Abbiamo un rapporto conflittuale com’è giusto che sia e ciò non dovrebbe creare stupore perché rientra nell’ordine naturale delle cose, lui è quello che inventa storie più o meno bislacche, a me spetta il compito di raccontarle ed uscire di scena una volta giunti alla parola fine. Approfitto di questo spazio e di questa limitata autonomia che il mio signore mi ha così gentilmente concesso per rimarcare le distanze, per evidenziare le differenze, perché di quello che pensa e scrive io non condivido un bel niente. Vedete, posso tranquillamente affermare, consapevole di non essere smentito, che lui è politicamente scorretto. Non gli va mai a genio nessuno, è scostante, iracondo e misantropo a più non posso. In quanto a me… beh, io sono esattamente l’opposto. Seguo fedelmente la corrente, mai una parola di troppo, né una virgola fuori posto a differenza di lui, che nonostante vanti una laurea in lettere e diversi anni di insegnamento, sull’uso delle virgole ha ancora clamorosi tentennamenti. Come dicevo, seguo fedelmente la corrente, il pensiero corrente e mi ci trovo bene… oh, come mi ci trovo bene! E’ come avvolgersi in una calda coperta quando fuori nevica e fa freddo. Ed ora parliamo di lui. Fin dl primo giorno che ebbi a che fare con lui, ebbi la sensazione che si stesse approfittando della mia buona fede. Mentre mi plasmava, mai mi parlò di compensi, né dei più elementari diritti sindacali; capii che non li avrei mai e poi mai ottenuti. Noi voci narranti siamo dei lavoratori atipici. Mi ingaggiò per narrare le vicende del suo primo libro Tacchi a spillo. Già dal titolo dovreste facilmente capire che è un tipo strano e quella storia a cui detti voce era ancora più strana. Se non ricordo male aveva come protagonista una detective bella, attraente e seducente. Ma dico? Come si fa a tratteggiare un personaggio simile senza cadere nel banale. Si trattava di una tipa cazzuta che sconfiggeva il male e faceva trionfare il bene. Ma ve ne rendete conto che razza di idiota è il mio creatore? Terminato quel lavoro me ne tornai nel limbo dove veniamo relegate noi tutte. Si tratta di un luogo ameno nel quale viviamo in pace e in serenità, in attesa di essere richiamate quando meno te l’aspetti. Perché sono così: si ritengono dei creativi e quando gli viene la fregola di scrivere ti chiamano e non ci sono ragioni che tengono, devi lasciare tutto e metterti al loro servizio. Un giorno mentre mi stavo recando a fare visita ad una nuova conoscenza, la famosa voce narrante del celeberrimo romanzo del maestro Dostoevskij, L’Idiota, quel buona nulla del mio capo mi chiama e m’ingaggia per dare voce ad un altra storia, il suo secondo lavoro, Omicidi nella città delle Mura: una storia ambientata a Lucca. E così è accaduto immancabilmente, ogni qual volta mi richiamava alle armi dovevo rinunciare a conoscere le voci narranti narranti più autorevoli che di volta in volta il destino mi stava proponendo. E’ successo così per il terzo lavoro Il significato della morte, una spy story ambientata nel medioevo; idem nel quarto La pergamena scomparsa, ambientata nel rinascimento; e nel quinto L’alba del giorno dopo, un romanzo d’amore. Credo di essere giunto alla fine, ma prima di congedarmi da Voi e tornare nel limbo, devo adempiere all’ultimo compito che quel pallone gonfiato mi ha assegnato: tratteggiare brevemente la figura umana del mio capo. Luciano Giovannetti nasce a Lucca il 9 febbraio del 1951, al civico 13 di vi del Biscione, una via sinuosa come una serpe. Ha frequentato le scuole elementari e medie all’Istituto delle Dorotee, diploma Magistrale, laureato il lettere moderne all’Università di Pisa, ha insegnato lettere alle scuole medie e letteratura italiana e storia negli Istituti superori. Sposato con una santa donna che lo sopporta da oltre quarant’anni /, ha una figlia che svolge il ruolo di Sostituto Procuratore della Repubblica nella Procura di Sassari.